Per lo Stato gli artisti non sono lavoratori - Ripristiniamo l'indennità di disoccupazione!

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Con la circolare 105 del 5/08/2011 l’INPS dice addio una volta per tutte al sussidio di disoccupazione per gli artisti dello spettacolo.
Viene infatti chiarito dopo un anno di risposte diverse da una sede INPS all'altra, la situazione per le categorie artistiche dei lavoratori dello spettacolo.

Vengono escluse dal diritto all'indennità di disoccupazione tutte le figure artistiche come registi, scenografi, coreografi, lighting designer, attori, musicisti, cantanti, danzatori, ecc (in allegato alla circolare c'è una lista contenente tutte le categorie escluse, con tanto di codici ENPALS). In pratica il sussidio viene riconosciuto alle sole categorie tecniche ed amministrative.

Ciò a seguito della confusione generata dalla sentenza del 20 maggio 2010 della Suprema Corte di Cassazione n. 12355 che fa riferimento al Regio Decreto 1827 del 1935 che recita: “Non sono soggetti all’assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria: (…) il personale artistico, teatrale e cinematografico”.
La definizione di personale artistico è quella secondo cui “Non sono considerati appartenenti al personale artistico, così teatrale come cinematografico, agli effetti tutti coloro che al teatro o al cinematografo prestano opera la quale non richieda una preparazione tecnica, culturale o artistica”.

Questa sentenza ha anche stabilito il principio secondo cui il versamento del contributo contro la disoccupazione non è da ritenersi di per sé presupposto costitutivo del diritto alla disoccupazione da parte del lavoratore.
La sentenza quindi escludeva dall'indennità di disoccupazione tutti quei lavoratori che pur essendo assunti come lavoratori dipendenti da una ditta che versava la dovuta quota contro la disoccupazione (quota DS), risultavano comunque essere lavoratori “autonomi” in quanto in possesso di preparazione tecnica, culturale o artistica.
La sentenza non chiariva però quali fossero in pratica questi lavoratori.
A questo punto con la circolare 105 dell'Inps tutto viene chiarito.
Tale circolare inoltre chiarisce che il testo è scaturito da “ulteriori approfondimenti nonché dal confronto con l’ENPALS e con le parti sociali interessate”.

Ci rimangono però delle domande senza risposta:
Perché dei lavoratori dipendenti vengono esclusi dall'indennità di disoccupazioni a cui tutti i lavoratori dipendenti dovrebbero aver diritto? Non possiamo credere che la motivazione sia realmente quella che recita il Regio Decreto del '35, ovvero che se si possiede una preparazione tecnica, artistica o culturale (e chi non la possiede? I tecnici non avranno anche loro una preparazione tecnica e gli amministratori saranno tutti analfabeti?) anche se dipendenti si è autonomi, in quanto capaci di gestire autonomamente il proprio lavoro. Forse questo era realmente così nel '35 ma è certo che adesso se un danzatore o un attore vengono convocati ad un orario dalla propria compagnia devono presentarsi a quell'ora. Come tutti i lavoratori dipendenti.

Perché viene richiesto alle ditte che assumono i lavoratori artistici dello spettacolo il versamento della quota INAIL che spetta ai lavoratori dipendenti se poi questi ultimi non vengono considerati tali? E perché le quote DS versate dalle ditte non vengono restituite se non danno diritto all'indennità di disoccupazione?

Perché la circolare non chiarisce quali sono gli “ulteriori approfondimenti in base ai quali si è giunti a queste conclusioni? Perché l'ENPALS che si dovrebbe occupare delle pensioni dei lavoratori dello spettacolo da parere positivo? Ed infine chi sono queste parti sociali interessate a cui si è chiesto parere?

Ci sembra paradossale che vengano escluse dal diritto alla disoccupazione proprio quelle categorie che hanno l'intermittenza lavorativa come parte integrante del proprio essere.
Per un danzatore, un coreografo, un attore o un musicista avere dei periodi disoccupazione durante l'anno è cosa normale. Le turnèè, anche quelle delle compagnie che lavorano di più, hanno comunque dei lunghi periodi di pausa.
Siamo rimasti uno degli ultimi paesi europei a non riconoscere i lavoratori dello spettacolo come dipendenti intermittenti e a non riconoscere loro il diritto alla disoccupazione.
Da anni chiediamo una regolamentazione per la categoria, che avrebbe dovuto essere contenuta in una più generale legge sul welfare. Ma la legge sul welfare non è mai andata in discussione alle camere e i lavoratori dello spettacolo sono rimasti in questa terra di mezzo, con una legge risalente al 1935.

Ora la circolare 105 dell'INPS ci toglie da questa situazione di incertezza e assesta l'ennesimo colpo ad una categoria sempre meno tutelata e considerata.
Ma noi vogliamo per l'ennesima volta ribadire che quello dello spettacolo è un lavoro e che i lavoratori dello spettacolo sono lavoratori. A tutti gli effetti. Vogliamo, per l'ennesima volta ricordare che il nostro non è un hobby per ricchi, ma un lavoro che ci porta via tempo, fatica, energie. Che richiede impegno e passione. Come tutti i lavori.

RICHIESTA DELLA PETIZIONE:
Chiediamo l’abrogazione in tempi brevissimi del Regio Decreto Legge 4 ottobre 1935 n. 1827 (convertito, con modificazioni,nella legge 6 aprile 1936, n. 1155) nonché l’abrogazione del Regolamento di cui al R.D. 7 dicembre 1924 n. 2270

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informazioni

2011-09-01 14:33:45Aggiunta il:

5 mesi fa 

Giovanni Sabelli Fioretti Da:

Giustizia, diritti e ordine pubblico In:


Destinatario petizione:
Parlamento


Sostenitori ufficiali della petizione:
Studio28 Tv e CORE - Coordinamento

 

tags

danza, enpals, inps, teatro

 

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6/10/11
Carmine Desogus
Attenzione! verificate la vostra posta e cliccate sul link
6/10/11
Patrizia Corna
che vergogna. .
7/10/11
RANDOM
Al momento una badante: 1) usufruisce di un tariffario secondo la qualifica; 2) ha diritto alla disoccupazione; 3) può essere assunta da privati. L'artista: 1) lavora gratis due volte su tre; 2) è un disoccupato; 3) assume la speranza di essere pagato.
9/10/11
Valentina Bechi
firmate!
10/10/11
Ilgatto Senzastivali
prima o poi sarebbe accaduto.....era nell'aria da almeno 10 anni......
15/10/11
Fausta Spazzacampagna
firmate! è una ingiustizia!
15/10/11
Rita Sannia
cioè non mi piace per nulla....
23/10/11
Matteo Pini
Ma basta con ste cazzate. Macchè preparazione. Cattelan (ch'è l'artista italiano attualmente più quotato) che studi ha fatto? [ve lo dico io: 3° media], so what?? Prendete una zappa e andate a lavorare davvero , alzandovi alle 4 del mattino, no week.end, ecc... Questo E' 1 LAVORO, no far 2 foto, o dare 2 pennellate alle 18:00 del pomeriggio.. VERGOGNA A VOI!!! firmato: 1 metalmeccanico (con 12 esami dati ad ingegneria bologna e 20 anni di auto-mantenimento)
17/11/11
Alessandro Salvatori
Che tristezza ... arriva il momento in cui una categoria lavorativa si scaglia contro un'altra, si rivendica il diritto di essere considerato un lavoratore a maggior ragione di qualcun altro, di produrre qualcosa di "reale" al contrario di chi, produce e realizza, o crede di farlo, cultura, intrattenimento, arte o artigianato ... Stai tranquillo Matteo, che molti di noi, mentre erano in accademia 8/10 ore al giorno a sputare sudore su quelle tavole, per pagarsi gli studi, lavoravano in un ristorante, un pub, o in qualsiasi altro posto permettesse loro di portare a casa 20 euro al giorno ... Ogni categoria di lavoro andrebbe rispettata da un punto di vista legislativo, la nostra non lo è da sempre, veniamo immaginati come privilegiati, ma se ti informassi meglio sapresti che non è affatto così, ed una delle cause, una delle tante, è proprio il presupposto da cui parti tu ... chiunque, anche senza uno studio alle spalle può fare il mio lavoro, molto male certo, ma il pubblico spesso non se ne rende nemmeno conto ... mentre al contrario non è possibile ... se domani venissi li in fabbrica da te a prendere il tuo posto, il tuo capo mi direbbe che sono pazzo, che non ho l'esperienza, che la mia incapacità abbasserebbe la produttività e che giustamente dovrei sostenere un periodo da tirocinante ... se tu domani vai a fare un casting pubblicitario ed hai un viso interessante o soltanto incarni fisicamente il personaggio che cercano, hai comunque la possibilità di essere scelto ... il neorealismo italiano insegna ... Caro Matteo, io non mi vergogno affatto ... non me ne rimane il tempo ... ho troppi cazzi per la testa ... il tempo di risponderti però l'ho trovato, perché il tuo messaggio mi ha molto spaventato, mi permetto di darti un consiglio ... ogni tanto magari, vai a Teatro ... col sorriso @[1426445867:2048:Alessandro Salvatori]
17/2/12
Emanuele Sciannamea
Caro Matteo, io invece t' invito, a mie spese, una settimana, a fare lo spettatore di quella che io ritengo una straordinaria nonchè faticosissima, stressante, macchina organizzativa, amministrativa, prima che "inutilmente" artistica, della nostra associazione culturale. Copriamo una marea di competenze e mi sento fiero di tutto quello che so fare, artistico e non. Cattalan avrà pure la terza media ma è in grado di fare cose che tu non riusciresti mai neanche ad immaginare. Questa è la verità!. Ad ognuno il suo, caro Matteo. Buon lavoro a tutti...A TUTTIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII.
20/11/11
Maria Caruso
Anche questa è una petizione importante... ho firmato!
27/9/11
Davide Trevisan
credo che un contratto subordinato a tempo determinato come quello di un musicista che collabora per un periodo in un teatro (cosa che per fare deve concorrere spesso a delle audizioni pubbliche aperte pure ai musicisti della comunità europea dove gli stessi paesi riconoscono la disoccupazione alla nostra categoria) abbia gli stessi diritti di una badante che dopo un breve tempo di lavoro senza problemi gli riconoscono una disoccupazione. Trovo vergognoso come i politici di oggi vogliano cancellare poco a poco la cultura dalla faccia del nostro paese...... se ancora nostro possiamo considerarlo?!
22/9/11
GIANFRY CG
CON TUTTE QUESTE FIRME SI PUO' FARE QUALCOSA?
6/9/11
Giovanni Reno
é una vergogna io vivo con la disoccupazione specialmente in inverno perche' il mio é un lavoro stagionale pur facendo parte della categoria dei musicisti.Facendo questo mi stanno togliendo il diritto di vivere onestamente con moglie e figli a carico......che fine dovro' fare?
5/9/11
Orazio_giunta
Chi ha "non verificato" accanto al nome, deve controllare la casella postale registrata e cliccare sulla link ricevuta per poter attivare il voto.
2/9/11
totus
Se Siete Buoni, Lasciate Lavorare Gli Artisti, Abbelliscono L' Immagine!