CONTRO LA PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE PIEMONTESE 160/2011 SULLA GESTIONE DEI CONSULTORI! UNA PROPOSTA DI LEGGE CONTRO LE DONNE!

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Il 14 settembre scorso è stata presentata in Consiglio Regionale la proposta di legge 160 “Norme e criteri per la programmazione, gestione e controllo dei Servizi consultoriali”, che ha come obiettivi la distruzione dei consultori pubblici, di fatto consegnati agli integralisti cattolici dei movimenti antiabortisti, la schedatura delle donne che intendono interrompere una gravidanza, trattandole o da incapaci o da criminali assassine, l’imposizione a tutti e a tutte della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna come valore superiore cui uniformarsi.
Secondo questo progetto di legge, i volontari cattolici, godono, a spese della Regione, di un apposito spazio dentro il presidio consultoriale e svolgono “attività di sostegno morale e materiale alla vita nascente” in totale autonomia dal personale del consultorio, anche partecipando al colloquio informativo che ogni donna, all’accoglienza, compie nel consultorio stesso.
Se la donna esprime la volontà di interrompere la gravidanza deve spiegare cosa la induce ad abortire davanti ad una commissione vera e propria, deve ascoltare ogni informazione relativa alle fasi di sviluppo dell’embrione e alle tecniche attuate in caso di interruzione, infine deve firmare, sia che acconsenta, sia che dissenta, il progetto a suo nome redatto dal personale. Se la donna arriva direttamente in ospedale con l’autorizzazione all’IVG rilasciata dal medico curante, per gli esami necessari prima dell’intervento, deve essere rispedita al consultorio per la schedatura e la firma.
Questo è l’ennesimo attacco perpetrato dalla Giunta Cota contro le donne che si sta consumando nel silenzio dei media e nella colpevole debolezza di una parte del ceto politico femminile che evidentemente non ha né la forza né volontà di opporsi.

*Per la conferma del carattere di struttura pubblica dei Consultori e del Personale che vi opera

*Per il mantenimento del carattere di laicità e quindi di rispetto delle diverse sensibilità e culture di chi si rivolge ai servizi consultoriali.

*Per lo stanziamento di risorse economiche adeguate, di personale specializzato, di strutture idonee, che permettano ai Consultori pubblici di continuare ad operare in modo gratuito.

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informazioni

2011-10-27 10:18:37Aggiunta il:

6 mesi fa 

MeDeA Torino Da:

Politica e Governo In:

 

tags

aborto, autodeterminazione, consultori, contraccezione, donne, femminismo, legge194, salute

 

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