Biodomenica: petizione per pasti bio nelle mense pubbliche

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2009-10-01 14:24:11Aggiunta il:

10 mesi fa 

Legambiente Umbria Da:

Verde e Ambiente In:

 

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Alla Regione Umbria
all'attenzione dell'Assessore alla Sanità
dell'Assessore all’Agricoltura
dell'Assessore all’Ambiente

Alla Provincia di Perugia
all'attenzione Assessore alla Sanità
all'Assessore all’Agricoltura
all'Assessoreall’Ambiente

Alla Provincia di Terni
all'attenzione Assessore alla Sanità
all'Assessore all’Agricoltura
all'Assessoreall’Ambiente..

Ai Consigli comunali dell'Umbria

Premesso che
L’articolo 3, comma 2 del DPR 7 aprile 1999, n. 128 (Norme per l'attuazione di direttive comunitarie sugli alimenti per lattanti e bambini), modificato dal DPR 11 aprile 2000, n.132 stabilisce che “Nella composizione di tali prodotti [quelli per lattanti e bambini] è necessario prestare una particolare attenzione alla conservazione, alla freschezza e all'assenza di sostanze nocive negli ingredienti usati. I prodotti (…) non devono contenere residui di singoli antiparassitari superiori a 0,01 mg/kg, né devono contenere prodotti geneticamente modificati.”
La legge nazionale n.448/1999 Finanziaria del 2000 che all’art 59 dispone che: “Per garantire la promozione della produzione agricola biologica e di qualità, le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere prevedono nelle diete giornaliere l’utilizzazione di prodotti biologici, tipici e tradizionali nonché di quelli a denominazione protetta
Le leggi regionali Toscana, Friuli Venezia Giulia, Marche, Basilicata, Emilia Romagna e Regione Lazio (rispettivamente n.18/2002, n.15/2000,n 76/ 1997, n. 4/2002 e n.18/2002, la LR 28/2008) concedono contributi economici ai Comuni (e perlopiù anche ai soggetti privati convenzionati) che inseriscono prodotti biologici nel menu.

Le due Direttive del 2/12/2003, il D.Lgs. 163/2006, hanno introdotto un’importante ed innovativo concetto nel diritto nazionale stabilendo: “La possibilità di subordinare, entro i limiti in cui sia espressamente consentito dalle norme vigenti e dalle norme del codice, il principio di economicità ai criteri, previsti dal bando, ispirati ad esigenze sociali, nonché alla tutela della salute e dell’ambiente e alla promozione dello sviluppo sostenibile”.
Il Piano d’Azione Nazionale (PAN) per il GPP Green Public Procurement (GPP), sistema di acquisti di prodotti e servizi ambientalmente preferibili italiano, è stato approvato con Decreto Interministeriale n.135 dell’11 aprile 2008).
Il GPP riguarda "Quei prodotti e servizi che hanno un minore, ovvero un ridotto, effetto negativo sulla salute umana e sull'ambiente rispetto ad altri prodotti e servizi utilizzati allo stesso scopo...”
Al fine di favorire:
La salute pubblica ed il contenimento della spesa sanitaria.
La sicurezza alimentare attraverso l’utilizzo di alimenti sani e “puliti”, in particolare per le fasce più deboli della popolazione: malati e bambini.
La corretta alimentazione con programmi mirati di educazione alimentare.
Tutelare l’ambiente e la biodiversità con tecniche agronomiche sostenibili e l’esclusione di OGM.
Lo sviluppo delle economie locali, salvaguardando al contempo la cultura e le tradizioni del territorio.
Un ridotto impatto ambientale con la riduzione di imballaggi e trasporti, ottimizzando quest’ultimi.
Il sostegno e la promozione della produzione biologica locale, regionale e nazionale.
Scelte istituzionali capaci di promuovere concretamente la cultura della sostenibilità attuando servizi sempre più sostenibili.

I sottoscriventi chiedono di:
1) Inserire nella ristorazione ospedaliera l’uso di alimenti biologici di origine nazionale, regionale e locale e per i prodotti coloniali di produzione biologica che provengano esclusivamente dal canale commerciale Equo&Solidale.
2) Dare sostegno economico alle mense biologiche scolastiche e favorirne l’ulteriore diffusione.
3) Accompagnare le attività di diffusione degli acquisti verdi, nella ristorazione collettiva, con le opportune azioni di sostegno, informazione e di comunicazione al consumatore.

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