Bartleby, una scommessa collettiva

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Il progetto Bartleby nasce nel 2008 come risposta all'assenza di spazi per la produzione artistica, culturale e indipendente nella città di Bologna. Una città ricca di un tessuto di competenze e saperi, che le amministrazioni degli ultimi decenni, comunali quanto universitarie, non soltanto non hanno valorizzato ma che al contrario hanno continuamente mortificato. Il progetto Bartleby è la risposta che noi, studenti e studentesse dell'Università di Bologna, precari e ricercatori abbiamo dato a quel desiderio diffuso e incontenibile di mettersi in gioco, di cooperare, di sperimentare forme nuove di condivisione di saperi e produzione culturale. Crediamo che l'innovazione sia precisamente il tratto caratterizzante della nostra esperienza. Perché Bartleby è in grado di dare spazio e autonomia alle tante capacità espressive che vivono nell'Università e nella Città. Non c'è innovazione, infatti, senza autonomia dei desideri.

Bartleby è anche un laboratorio politico. Nasce dentro il movimento dell'Onda, che ha portato migliaia di studenti, docenti e ricercatori ad animare le strade, le piazze e gli atenei dell'intero paese contro il ddl Gelmini e i costi dell'allora incipiente crisi economica. Crediamo infatti che questioni come la precarietà, l'assenza di un futuro dignitoso e di diritti, abbiano sempre più bisogno di spazi e di decisioni collettive.

Nel vuoto culturale e politico, che ha caratterizzato la città di Bologna, nel marzo 2010 abbiamo ottenuto l'assegnazione dello spazio in Via San Petronio Vecchio 30/a. La neoeletta amministrazione dell'Ateneo, aveva accettato la sfida che avevamo posto con forza. Da allora Bartleby è diventato un punto di riferimento per la vita culturale e politica, di centinaia tra studenti, ricercatori, docenti, scrittori, artisti e musicisti. In poco più di un anno le mura di San Petronio Vecchio hanno ospitato scrittori come Gianni Celati, Matteo B. Bianchi, i Wu Ming e Antonio Moresco, musicisti quali Vasco Brondi, Guglielmo Pagnozzi, Fabrizio Puglisi, l'Ensemble Concordanze di recente diretto dal principale direttore d'orchestra del Teatro Comunale Michele Mariotti, eventi come il BilBolBul e il B.I.R.R.A. unico festival di riviste alternative in Italia.

Dentro quelle stesse mura sono stati progettati dibattiti e numerose presentazioni di libri, spesso insieme a docenti e ricercatori dell'Ateneo bolognese. Bartleby è anche un luogo in cui temi e piste di ricerca, spesso esclusi dall'offerta didattica dell'Università, vengono approfonditi collettivamente.

Grazie a una donazione del fondo del poeta Roberto Roversi, Bartleby ha allestito un'emeroteca di riviste di storia, letteratura, arte e politica, dagli anni '50 ai giorni nostri. Centinaia di volumi, spesso introvabili nelle biblioteche, in buona parte già disponibili per chiunque voglia consultarli.

Oggi però la continuità del progetto Bartleby nei locali di Via San Petronio Vecchio è a rischio. L'Ateneo sembra voler fare molti passi indietro rispetto alla sua precedente decisione. Da un dialogo costruttivo si è passati ad un inspiegabile silenzio. Silenzio di fronte a una richiesta di rinnovo e rilancio della sfida che finalmente valorizzava la figura dello studente come protagonista attivo della vita cittadina e universitaria.

Noi crediamo che le questioni poste allora da Bartleby siano ancora centrali, che senza la promozione e l'autonomia della potenza produttiva sociale, la Città e l'Ateneo di Bologna saranno sempre più povere.

Pensiamo che il nostro progetto sia una felice controtendenza e debba assolutamente essere preservata. Soprattutto a fronte dei continui tagli all'università e dell'impoverimento generale della società che comprimono, ancora di più, sia la possibilità di accesso ai servizi culturali che le capacità espressive di tutt*.

Pertanto chiediamo a tutti e tutte voi, artisti, docenti, ricercatori, associazioni e organizzazioni, di firmare questo appello per sostenere il progetto Bartleby e la sua continuità negli spazi di Via San Petronio Vecchio.

Per le adesioni scrivere a studentibartleby@gmail.com




Prime adesioni:



Rete ricercatori precari Bologna

La fabbrica di Nichi Bologna

Milena Naldi, presidente quartiere San Vitale

Francesca De Benedetti, consigliera di quartiere Santo Stefano

Bruno Papignani segretario generale FIOM-CGIL Bologna

Sandra Soster segretaria generale FLC-CGIL Bologna

Alessio Festi segretario generale SLC-CGIL Bologna

Bruno Pizzica, segretario generale SPI-CGIL Bologna

Cathy La Torre, portavoce Sinistra Ecologia e Libertà-consigliere comunale Bologna

Lorenzo Cipriani, consigliere comunale SEL-con Amelia

Francesca Ruocco Coordinamento nazionale precari della conoscenza-FLC

Otello Ciavatti presidente comitato Piazza Verdi, docente Università Primo Levi

Alessandra Sandy Da Frè e SempreVerdi Associati

Valerio Evangelisti

Gianni Celati

Wu Ming

Carlo Lucarelli

Pino Cacucci

Ermanno Cavazzoni

Stefano Tassinari

Tiziano Scarpa

Paolo Albani

Ugo Cornia

Loredana Lipperini, scrittrice e giornalista

Franco Berardi, saggista

Sergio Baratto

Teo Lorini

Redazione della rivista “Il primo amore”

Ensemble Concordanze

Popolo Trasparente Ass. di 95 dipendenti dei Teatro Comunale

Consulta Studenti del Conservatorio "G. B. Martini" di Bologna

Compagnia fantasma

Alivelab

Vag 61

Collettivo studenti medi Utòpia

Atlantide

Antagonismo Gay

Laboratorio Smascheramenti

Spazio pubblico Xm24

Docenti preoccupati

Alessandra Maltoni rappresentante in cda dei tecnici amministrativi

Sergio Brasini (unibo)

Niva Lorenzini (unibo)

Piero Pieri (unibo)

Gino Ruozzi (unibo)

Giovanna Citti (unibo)

Donata Meneghelli (unibo)

Monica Dall'Asta (unibo)

Federico Bertoni (unibo)

Angelo Errani (unibo)

Luisa Avellini (unibo)

Sandro Mezzadra (unibo)

Gigi Roggero (unibo)

Federico Chicchi (unibo)

Giuseppe Ledda (unibo)

Stefano Colangelo (unibo)

Sergio Zappoli (unibo)

Luciano Gualandri (unibo)

Federico Montanari (unibo)

Federico Tomasello (unibo)

Claudia Bellucci (unibo)

Yahis Martari (unibo)

Ezio Puglia (unibo)

Francesca Bernard (unibo)

Michele Filippini (unibo)

Raffaele Laudani (unibo)

Giorgio Tassinari(unibo)

Andrea Severi (unibo)

Filippo Milani (unibo)

Anna Borghi (unibo)

Alessandro Sarti(unibo)

Sebastiano Moruzzi (unibo)

Sofia Venturoli (unibo)

Antonio Moranzi (unibo)

Maurizio Matteuzzi (unibo)

Valentina Bazzarin (unibo)

Chiara Aimi (unibo)

Barnaba Maj (unibo)

Barbara Grüning (unibo)

Luigi Weber (unibo)

Elena Firini (unibo)

Paolo Cova (unibo)

Rocco De Cia (unibo)

Matteo Ferretti (unibo)

Elisa Vignali (unibo)

Lara Michelacci (unibo)

Yago Nestola Università di Parma

Daniela Lagomarsino Università di Firenze

Danilo Di Genova Università di Roma Tre

Andrea Rapini Università di Modena e Reggio Emilia

Nunzio Dicorato insegnante

Giuseppe Maria Costantini restauratore di beni culturali e docente universitario a contratto

Federico Di Traglia Vulcanologo Precario

Gino Giacovelli insegnante di italiano per migranti

Fausto di Quarto insegnante precario

Renzo Ricchi Docente Liceo Minghetti

Viviana Ciavorella Docente Conservatorio G.B. Martini di Bologna

Maria Serena Teatini,insegnante scuola dell'infanzia Comune di Bologna

Enrico Cavalieri bibliotecario precario

Filippo Bergonzini educatore precario

Matteo Ferrari, radiofonico

Miguel Martinis, musicista

Gaetano Alfonsi, musicista

Alphonso Romeo, musicista

Andrea Lamacchia musicista

Francesca Rambaldi musicista

Alberto Condina musicista

Mino Marani musicista

Francesco Cusa musicista e compositore

Andrea Piermattei, cantautore

Nadia Gherardi

Francesca Cigardi Nosadella due

Carla Marulo musicista

Anahí Dworniczak Musicista

Réda Zine Documentarista, musicista

Sandra Schiassi

Letizia Lomma

Libreria Trame

Giacomo Scarponi violinista

Silvia Salvi violinista

Marco Messa musicista

Elisa Bognetti insegnante conservatorio

Elisabetta Vezzani cantante e attrice

Edoardo Marraffa musicista

Daniele Zamboni musicista

Mauro Drago Prof. D'Orchestra

Alasdair Kelly, prof d'orchestra, teatro comunale di Bologna

Cristiano Tavassi, artista del coro - Teatro comunale di Bologna

Roberta Sassi , artista del coro - Teatro comunale di Bologna

Matteo Garattoni attore e danzatore

Carlo Terrosi Cooperativa Le Macchine Celibi, Associazione BoArt

Nicola Bonazzi regista, drammaturgo, scrittore

Giulia Ventura attrice

Libreria Igor

Elisa Del Pre critica d'arte

Federica Falancia, performer visual art

Alessandro Anatrini, musicista-insegnante

Tommaso Luison, violinista

Filippo Pagotto attore

Marco Lobietti Giuda edizioni

Gianluca Costantini Artista e docente dell'Accademia di Belle Arti di Bologna e dell'Accademia Laba di Rimini

Nosadella.due - Residenza per le arti visive

Elettra Stamboulis Associazione Mirada

Luca Zirondoli libraio

Mattia Rampazzo

Guido Giannuzzi, musicista del teatro comunale di Bologna

Gabriele di Giulio musicista scuola popolare di musica Ivan Illich

Leo Mantovani attore

Gaia Mattiuzzi musicista

Michele Sciolla Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna

Yuri Dini danzatore, regista, musico

Nunzia Vannuccini operatrice cinematografica

Daniele Zannotta musicista, organizzatore eventi

Daniele Sciacca musicista

La farm Associazione

Riccardo Balli musicista

Sonic belligeranza etichetta musicale

Santa Vannuccini docente

Davide Fioretto archivista

Alessandro Bianco regista

Giacomo Scarponi, musicista teatro comunale

Mauro Drago, musicista teatro comunale

Guido Giannuzzi, musicista teatro comunale

Alasdair Kelly, musicista teatro comunale

Tommaso Luison, musicista teatro comunale

Nedo Gabbiani, giornalisti precari

Redazione di PrecarieMenti

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informazioni

2011-06-16 08:14:32Aggiunta il:

11 mesi fa 

Bartleby Occupato Da:

Politica e Governo In:

 

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bartleby, bologna, unibo, università

 

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22/6/11
Tpo
Apprendiamo dai giornali il rischio della chiusura dello spazio di via San Petronio Vecchio.
Riteniamo che ogni spazio sociale, nella propria complessità e
diversità, vada difeso perché sono questi spazi a fare di una città
come Bologna una città ricca, in cambiamento, mai piatta. Ancora una
volta si cerca di far rimbalzare il problema fra università e
municipio, senza assunzioni di responsabilità in particolare da
parte dell'accademia e soprattutto senza considerare la categoria
politica del Comune come soluzione possibile in questo binomio che
stenta ancora oggi a decollare.


Bartleby va difeso e sostenuto, senza
se e senza ma.


Proprio in questi giorni, come compagni
e compagne del Tpo, riceviamo le notifiche per le tre occupazioni
dello Bartleby realizzate nella complicità e insieme a tanti e tante:
se già lo abbiamo occupato tre volte, vale la pena difenderlo
ancora.




I compagni e le compagne del Tpo