Appello contro i tagli alle ore di storia dell'arte dalle scuole secondarie
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Preso atto della riduzione degli orari di storia dell'Arte nei licei e la sua scomparsa dagli istituti tecnici e professionali dovuti alla riforma Gelmini, ci appelliamo al Ministro della Pubblica Istruzione affinchè riveda questa decisione che ci lascia insoddisfatti e interdetti.
Non possiamo che manifestare il nostro
disappunto in merito a punti della riforma che troviamo ideologicamente pericolosi, a partire dalla sua impostazione classista:
La disciplina "Storia dell'arte" rimane, infatti, sostanzialmente nei licei, scuole che nella mente dei riformatori sono le destinatarie di un'umanità superiore, appunto di serie A. L’insegnamento della Storia dell’Arte sparisce infatti dal Professionale, rimanendo nel Tecnico, pur decurtata di ore, in un unico indirizzo, quello Turistico.
Siamo contrari al messaggio per cui le discipline tecniche hanno maggiore dignità rispetto a quelle umanistiche
Ci sembra del tutto ingiustificato che le ore di insegnamento di Storia dell’Arte diminuiscano al liceo artistico per evidenti ragioni di indirizzo di studi e, soprattutto, che al liceo classico, si adotti la scelta penalizzante di assegnare una sola ora settimanale alla disciplina.
Si chiede pertanto di assicurare agli studenti della Scuola italiana e, in particolare, a quelli del liceo classico ed artistico, un insegnamento della storia dell’arte adeguato affinché si possa garantire in modo efficace la formazione disciplinare e culturale dei nostri studenti. Infine, se vogliamo che i cittadini di domani difendano i principi enunciati nell’art.9 della Costituzione, occorre che conoscano il patrimonio storico-artistico che saranno chiamati a salvaguardare. O è proprio questa consapevolezza che si vuole cancellare?
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2010-02-11 04:25:55Aggiunta il:
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arte, cultura, politica, scuola
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Senza arrivare ai toni personalmente polemici di chi ha scritto il post che mi ha preceduto, mi permetto educatamente di dissentire in modo SOSTANZIALE col suo assunto.
Sono un diplomato del 1978 (in un prestigioso Liceo Classico pubblico a Roma) che poi nella vita ha proseguito gli studi in campo scientifico: Scienze della Terra, di solito sommariamente definita Geologia. Oggi sono un giornalista scientifico che si occupa soprattutto di divulgazione, specie nel settore dei Beni Culturali e dell'Archeologia, e un fotografo specializzato in Beni Culturali e architettonici nel senso più lato.
Il 1978 è assai lontano: posso dire, dopo 32 anni dalla mia maturità, che sulla mia formazione, sul mio modo di essere cittadino, di capire, di giudicare, di discernere il vero dal falso, un articolo scientifico scritto da un buffoncello pseudo-scientifico dalla penna facile o da un serio e prudente studioso, un editoriale di economia redatto da qualcuno che vuol portare avanti una tesi predefinita per ragioni politiche o da un freddo e obiettivo analista della realtà, ha influito MOLTO di più la mia formazione umanistica, filosofica, di storia dell'arte al confronto con tutti gli esami di Fisica, Chimica e Matematica che mi son digerito alla Sapienza.
Un tempo ci fu la Riforma Gentile. Mirava a costruire una società rigidamente divisa in classi: chi, in fondo, era già predestinato per censo e per cultura familiare a far parte dal nucleo di eletti da cui doveva essere tratta la classe dirigente, e chi doveva limitarsi ad essere parte di un apparato produttivo, che era importante solo fosse efficiente e valido nello svolgere un compito che solo in minima parte si era scelto, ma che era stato definito dalla richiesta cogente di manodopera più o meno qualificata del momento.
"Carmina non dant panem", è vero, ma proprio per chi invece di un futuro all'Università ha la prospettiva di cercarsi un buon impiego operativo, di diventare un valido impiantista, un elettrotecnico, un idraulico rifinito, un elettrauto o un odontotecnico sarebbe fondamentale ricordare sempre che una buona infarinatura di quella cultura umanistica che a lei pare tanto "decorativa" venisse fornita finché si è in tempo:
completati gli studi, se va tutto bene avrà il suo diplomino, e per il resto della vita non riaprirà mai, per studiarlo, un testo di Storia dell'Arte.
Perciò è entro i suoi diciotto anni che si può fare qualcosa per evitare che venga fuori un individuo che sistematicamente perferirà la partita di calcio su Sky ad una puntata di SuperQuark, che guarderà come fossero dei fessi che non han di meglio da fare (mentre se avanza mezz'ora per giocare con le macchinette mangiasoldi al bar allora va benone) le file davanti alle Scuderie del Quirinale per la mostra su Antonello da Messina, ossia... una bestia.
Io non credo che lei desideri che l'umanità, nella sua grande maggioranza, sia composta da bestie. Lei vorrebbe, mi par di capire, una umanità preparata per fare quello che serve alla società. Il fatto che lei ritenga che la cultura umanistica sia inutile per usare bene un calibro millesimale, mi fa strabuzzare gli occhi.
E sospettare che lei, studi umanistici, non ne abbia per sua sfortuna fatti, anche se magari sarà un bravissimo professionista nel suo campo.
Il punto è che quando lei parla di un chirurgo, di un ingegnere, di un matematico (tutte figure altamente scolarizzate) sembra ritenere che capire perché ci piace istintivamente un rettangolo che ha fra i suoi lati una proporzione pari alla sezione aurea del raggio di un cerchio, non serva allo scopo.
Invece serve, eccome.
Sa in cosa è laureato il massimo "guru" dell'informatica mondiale, un dipendente della Digital Equipments che prende un sontuoso stipendio solo per essere sempre disponibile a salire su un Jet Executive sempre pronto all'aeroporto più vicino a casa sua, e precipitarsi dove è andato nel pallone più completo completo il mainframe che governa la rete intranet di una multinazionale.? In ingegneria informatica? Naaaaah. In matematica pura? Naaaaah. In Ingegneria elettronica? Naaaah. E' laureato in filosofia, porta il turbante ed è di religione sikh.
La sua forma mentis logico-filosofica gli permette una visione di insieme dei problemi sconosciuta ad un tecnico, per bravo e preparato che sia. Il tecnico può analizzare bene un diagramma di flusso, ma la visione del meta-problema riesce ad averla meglio una persona che mentalmente lavora coi criteri della semantica e dell'insiemistica.
A Scienze geologiche, verso il quarto anno mi feci una chiacchierata informale con uno dei miei migliori professori, che mi disse che dopo quarant'anni quasi di insegnamento, si era reso conto di una cosa: al primo anno, massimo fino alla metà del secondo, erano avvantaggiati nel dare esami quelli che avevano una Maturità Scientifica; dopo, quelli che venivano dal classico, ingranavano la quinta, mettevano la freccia di sorpasso e non li riprendei più.
La massima parte dei "110 e lode" aveva la maturità classica, non scientifica e tecnica. In una facoltà scientifica.
A matematica, poi, la differenza era ancora più netta favore di chi aveva fatto studi umanistici!
Ma dubito di poterla convincere. Dovrei, forse, farLe venire troppi dubbi, e chi sono io per fare ciò?
«Povera e nuda vai, Filosofia - dice la turba al vil guadagno intesa. » (dal Canzoniere del Petrarca).
Mi complimento per la visione che Lei ha dell'uomo il cui unico scopo nella vita sarebbe il lavoro cioè la produzione o forse Lei fa riferimento alla Sua vita quella di un VERME (del quale condivide solo il QI intendo) che:
NASCE> produce> mangia> defeca> produce> mangia> defeca> CREPA
La sua ampia visione della vita le permette senz'altro di apprezzare le parole di Goebbels "quando sento la parola cultura la mano mi va automaticamente alla pistola"
E' in buona compagnia come vede...
buon lavoro dunque (oppure devo dire heil Hitler! ?)
http://www.petizionionline.it/...
Questo è quello che pensa un chirurgo mentre opera.
Questo è quello che pensa un ingegnere mentre progetta un circuito integrato, un aeroplano, un grattacielo, un ponte, un motore.
Questo è quello che pensa un amministratore delegato in una riunione del CdA
Questo è quello che pensa un matematico mentre ricerca un nuovo sistema di crittografia
No.
Questo è quello che pensa chi non ha desiderio di contribuire attivamente alla società, focalizzandosi su studi il cui effetto finale è identico al non averli fatti per niente.
Le materie umanistiche sono un hobby, nulla di più, esattamente come lo sono i film, lo sport, i videogiochi.
Chi sceglie di studiarle lo fa per diletto personale, il che è completamente giusto, ma da qui, al voler forzare il piacere di pochi alla mente di molti, non vi è alcuna ragione valida, dato che verrebbe meno l'unica ragion d'essere di queste conoscenze stesse.
"L'ignoranza" nella storia dell'arte non ha conseguenze. Lo stesso non si può dire dell'ignoranza nei campi medico, tecnico, scientifico, economico.
Fermatevi un momento a valutare ciò di cui c'è effettivamente bisogno, e quindi in cosa devono essere istruite le menti.
Sottolineo il "devono".
Ciò perché la scuola deve fornire il necessario per vivere nella società di domani, ed esserne parte integrante di essa, nel flusso dello sviluppo umano.
Molti, anche qui, dicono che è sbagliato purgare ciò che non è necessario e lasciarlo al desiderio solo degli interessati. Eppure, nessuno è capace di fornire una motivazione che giustifichi perché "io" (inteso come non interessato) "debba" interessarmi alla "storia dell'arte".
E' ironico come c'è chi dica che "dovremmo vivere d'arte" mentre digita delle parole di testo su un computer.
E' strano che ci sia chi dica che "permetta di capire le grandi capacità dell'uomo", perché non credo che mi aiuti a comprendere l'elettrodinamica quantistica, una delle più avanzate teorie fisiche, esempio di quanto possa essere brillante l'intelligenza umana.
Ma probabilmente, il motivo è semplicemente che il senso di "cultura" sia stato assorbito da ciò che usualmente è definito "svago", ossia attività fine a se stessa, il cui unico obiettivo è far passare il tempo.
Finché l'Italia avrà questo incomprensibile modo di definire la cultura, chiuso in un passato medioevale, i giovani continueranno ad essere convinti da piccoli di fare qualcosa di importante, per poi rendersi conto, una volta cresciuti, di aver solo perso tempo, e di essere ormai rimasti indietro rispetto ai loro coetanei di altre nazioni, dove, per loro fortuna, la mentalità si è evoluta.
Che tristezza vivere in un paese in declino.
La storia dell'arte, per loro che non lo sanno, è importantissima perché permette di capire davvero l'evoluzione del pensiero dell'uomo e soprattutto permette di capire le grandi capacità che gli esseri umani hanno. L'Italia è conosciuta nel mondo soprattutto per il suo inestimabile valore artistico e il governo ovviamente deve portare l'ignoranza nelle scuole. Ignoranza verso una delle attività fondamentali che fortunatamente questo paese ha. Non parlino di futuro, conservazione dei beni, ecc allora! Ipocriti. VERGOGNA.
Ragazzi che voglio lavorare con passione e far crescere il loro paese..
Purtroppo sono costretti ad andare via!... visto che il governo
fa le orecchie del mercante.....
Siamo veramente messi male...
L'italia è la culla dell'arte...non facciamola scappare.....
Disgustata.
Si, io non frequenterò più la scuola l'anno prossimo, ma la sola idea che coloro che frequenteranno il liceo artistico da ora in poi non avranno il privilegio di studiare DEGNAMENTE storia dell'arte mi disgusta, mi sconvolge e CAVOLO mi da inc****** (parola beeppata dalla sottoscritta per evitare di infastidire chiunque con imprecazioni esplicite)
La storia dell'arte è una materia FONDAMENTALE per OGNI STUDENTE. Ovviamente per i licei artistici è praticamente una materia portante, una sorta di pilastro nella nostra istruzione!
Ma ovviamente alla Gelmini non interessa.
Non ho il coraggio di dire ad alta voce dove lei voglia arrivare.
Sembra ridicolo anche a me, ma ormai la situazione sta diventando palese anche agli occhi di coloro che fino ad ora hanno fatto finta di non vedere.
Siccome non voglio fare filippiche, taglio qui.
Che schifo.
LA SITUAZIONE DESCRITTA E' ESATTAMENTE QUELLA PREESISTENTE ALLA RIFORMA DELLA GELMINI !
Il pregiudizio ideologico di questa menzogna spudorata é evidente nella frase "......disappunto in merito a punti della riforma che troviamo ideologicamente pericolosi, a partire dalla sua impostazione classista..."
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